La mia lettera

Perché

Mi batto per un sempre maggiore riconoscimento dei diritti dei cittadini Italiani e per candidarmi ho scelto il partito che ha fatto di più in questo senso. Questa legislatura ha portato a una ripresa dell’occupazione: un milione  di nuovi posti di lavoro stabile sono stati creati in Italia, le  imprese hanno ripreso ad assumere. 

Ma sono necessarie anche altre tutele  e riconoscimenti, specie per l’imprenditoria giovanile.

I rapporti tra Italia e Europa?

L’Italia deve ora entrare in una nuova dimensione e farsi protagonista del rilancio dell’integrazione europea.
Saranno gli elettori a dire che tipo di Europa vogliono: se la loro  risposta sarà orientata verso una più stretta integrazione, sarà  necessario l’impegno di tutti gli italiani ovunque essi siano, sia in  Italia sia all’estero, ci vuole un dialogo tra generazioni  e tra italiani dentro e fuori l’Italia specie tra quelli che vivono in Europa.
Il mio impegno è far sì che gli italiani, giovani e anziani, chi vive in  Italia e chi ha lasciato l’Italia per andare a cercare un lavoro  all’estero, possano avere un maggiore ascolto da parte della pubblica amministrazione.

Lavoro

Voglio il rispetto per chi non ha lavoro e un concreto aiuto per trovare una occupazione. Non servono redditi di cittadinanza o sussidi, serve rivedere le norme che regolano l’offerta di lavoro e la  formazione, l’alternanza scuola-lavoro, per potenziare le competenze. Il Pd ha già fatto importanti passi avanti in questo campo e ancora ne  farà se continuerà a tenere la barra dritta.
Sulla stele di marmo di Carrara posta all’ingresso della miniera del  Bois du Cazier a Marcinelle, ora diventata museo, dove l’8 agosto del  1956 morirono 262 minatori (136 dei quali erano italiani e 95 belgi),  sono incisi i nomi di tutti coloro che persero la  vita in quella tragedia, sono morti con i compagni di 14 nazionalità  diventati il simbolo di questa Europa del lavoro dove quello che conta non è la nazionalità ma la competenza, dove il pericolo è sempre dietro  l’angolo ma dove la solidarietà gioca un ruolo  di primo piano. Se c’è un simbolo di quello che significa l’Europa è  proprio questa stele che i minatori di Carrara hanno fatto trasportare a  loro spese fin dentro il cortile d’ingresso della miniera, a ricordo  dei loro compagni morti ma anche per urlare al  mondo che l’Europa è fondata sul lavoro “insieme”.
L’Europa è il risultato di questa solidarietà.
E questa è l’Europa che vogliamo, questa è l’Europa che vogliamo lasciare ai nostri figli e ai loro figli.